il ritorno

Qualcuno sostiene che tutte le narrazioni si potrebbero far rientrare nelle due principali ed originarie categorie di “Assedio” (Iliade) e “Viaggio” (Odissea).
La seconda categoria dovrebbe a mio avviso essere ulteriormente suddivisa in due sottocategorie, quella del “Viaggio senza Ritorno” e quella del “Viaggio con Ritorno”.
Sul “Viaggio senza ritorno” e’ meglio scaramanticamente sorvolare.
Il “Viaggio con Ritorno”, il cosiddetto “Ritorno a Casa”, potrebbe a sua volta dividersi in:
1)-Ritorno con attivita’ - ad esempio per il compimento di una vendetta, un regolamento di conti in sospeso, (Odisseo, Montecristo, Ringo), oppure per il compimento di una azione necessaria (l’assassino torna sempre sul luogo del delitto) o per rinnovare una minaccia a carico di quelli che erano rimasti a casa (il ritorno dei morti viventi)
Qui necessitano due sotto sotto categorie:
2.1)-Ritorno senza attività del nostalgico - ad esempio il ritorno romantico esistenziale per rivedere i luoghi del proprio passato che ci hanno visto felici, i vecchi compagni, i parenti (La Luna e i Falo’)
2.2)-Ritorno senza attività del pentito - ad esempio la parabola del figliol prodigo, della pecorella momentaneamente smarrita (“perche’ il giovanotto e’ studente che studia, che si deve prendere una laura, che deve tenere la testa al solito posto, cioe’ sul collo. Punto, punto e virgola, un punto e virgola”)
3)-Pseudo-Ritorno - quello che in realtà è solo un ciclo che si ripete (l’eterno ritorno di Nietzsche, i Corsi e Ricorsi di Vico, il ritorno del sol invictus il 25 dicembre, la Juventus che ruba di nuovo lo scudetto)
In sostanza esiste sicuramente una “Poetica del Ritorno” e confesso di cantare spesso sotto la doccia:
“Ritorna a casa Speedy Gonzales
Devi lasciare quel Bar
E devi smettere di bere
Per scordarti di me…”
(Peppino di Capri - 1962)