numeri sulle maglie

Uno dei motivi per cui da tempo mi sono allontanato dal Calcio, oltre che durante il nefasto periodo in cui un Presidente del Consiglio insopportabile era proprietario della mia squadra del cuore, e’ quello della "liberalizzazione" dei numeri sulle maglie dei giocatori che, come tutte le liberalizzazioni e privatizzazioni, si è rivelata in seguito una emerita stronzata.
Un tempo sapevi che i numeri 2 e 3 erano i terzini (magari uno "fluidificante"... ma sempre con juicio), il numero 5 era lo stopper, il cristianone alto, bravo di testa che svettava in mischia ed ogni tanto si catapultava nell'area avversaria durante la esecuzione dei calci d’angolo. Il numero 4 era il mediano che faceva la vita da mediano. Il numero 6 era il libero, che costituiva la seconda linea invalicabile del sublime "catenaccio". Il numero 7 era l'ala guizzante e dribblomane (ma a volte anche uomo di fatica e spesso, per esempio quando si giocava in trasferta a Manchester, si metteva al suo posto un altro terzino o un mediano per rinforzare la Maginot difensiva). Il numero 8 era la mezzala di lotta e di governo, il numero 10 era la mezzala di genio e sregolatezza (a cui l'8 doveva spesso parare il culo). Il numero 9 era sovente la punta centrale di sfondamento (o centravanti), la principale potenza di fuoco della squadra (ad es Pruzzo, Savoldi, Chinaglia). Alcune volte era invece solo un aiutante di campo del numero 11, quest’ultima la vera, indiscussa punta offensiva. Al numero 11 corrispondeva, simmetricamente, o l'ala veloce per lanciare il contropiede e crossare (quando il centravanti era di peso), oppure era lui stesso il Bomber, il Rombo del Tuono, Giggirriva, Puliciclone, Pierino Prati.
Insomma tutto aveva un senso, una logica, una propria geometrica potenza.
Oggi si vedono i numeri 19 (Bonucci) 17 (Immobile) 90 (Donnarumma) 37 (Spinazzola) 62 (Tonelli)... sembra il Super Enalotto... magari fra poco mi toccherà vedere anche le frazioni o i numeri elevati a potenza... il Caos, non il Calcio.