pandemia

Arrivò anche il giorno della nuova epidemia.
Sul finire dell'estate ci furono alcuni casi isolati tra gli ultimi irriducibili bagnanti.
Sì pensò a qualche strana medusa, a qualche alga mutante cresciuta spontaneamente in acque sempre più inquinate e stagnanti. Una specie di Waiolo (1) alle estremità inferiori che in pochi giorni le riduceva in una poltiglia sanguinolenta e maleodorante.
Non funzionava nessuna cura tradizionale. L'unico intervento medico risolutivo era tagliar via chirurgicamente entrambi i piedi (2) cosa che, in confronto agli esiti mortali della pandemia di due anni prima, si poteva considerare una conclusione tutto sommato meno grave e preoccupante della malattia.
Molte imprese tecnologiche di robotica si convertirono subito alla produzione di protesi ortopediche, le piu’ raffinate e costose delle quali (3), consentirono ai “guariti” una deambulazione giornaliera quasi normale.
Quando i casi si presentarono anche nei mesi freddi in cui nessuno piu’ andava al mare e tutti calzavano scarpe e stivali invernali, fu certo che il contagio avvenisse per via aerea e non per il contatto fortuito con sostanze nocive ed infettanti presenti nell’acqua marina.
Il Dipartimento di Biologia dell’Ospedale degli Inguardabili di Riccione per primo isolò il virus responsabile del contagio.
Fu chiamato COPIED 36-46, acronimo di “COrona virus dei PIEDi dal numero 36 al numero 46”, in quanto solo le misure tra il 36 ed il 46 ne venivano colpite (4).
Una nota Ditta di fotocopiatrici e stampanti citò in giudizio il Governo perche’ il detto acronimo poteva generare confusione nel consumatore avendo appena messo in commercio il proprio modello COPIED 22.
La vertenza si concluse con un nulla di fatto quando si dimostrò che il COPIED 36-46 era già presente nel territorio molto tempo prima dell’uscita sul mercato del nuovo prodotto per ufficio.
Il pesce pipistrello (Platax pinnatus) fu quello da tutti indicato come il responsabile del trasferimento del virus dall’animale all’uomo.
I soliti complottisti confusero “Platax” con “Plantax”, il plantare della “CINA CAMMINA - S.p.A.” di Shangai, accusandola di aver prodotto in laboratorio il nuovo virus, al fine di accrescere la vendita del suo prodotto di punta e tacco.
Note:
(1) - da non confondere con il “vaiolo” di cui da molto tempo esiste in commercio un efficace vaccino.
(2) - podectomia.
(3) - ad esempio la “MAZINGA - S.p.A.” di Pordenone e la “GOLDRAKE & C. - S.r.l.” di Caserta.
(4) - in USA dove vige una diversa numerazione il virus fu chiamato in corrispondenza COPIED 4-11,50