lo spettacolo cosmico

L’invenzione della scrittura e’ sicuramente quella piu’ importante nella storia del genere umano. Anzi, senza la scrittura, nemmeno potrebbe parlarsi di genere umano, di homo sapiens o homo sapiens sapiens che dir si voglia. Dapprima i segni cercarono di raffigurare gli oggetti, poi si passò alla rappresentazione dei suoni delle parole che venivano usate per denominare quegli oggetti e si ebbe la famosa distinzione di Ferdinand de Saussure (Corso di linguistica generale, 1916) tra significante (il simbolo usato), significato (il concetto o pensiero veicolato da quel simbolo) e referente (l’oggetto della realta’). Non esiste intrinseca analogia tra segno e oggetto. La parola “oca”, di per sé, non ha niente che richiami l’oca starnazzante giuliva nell’aia del contadino. Chiamare detto animale “oca” o “goose” e’ mera convenzione linguistica, la cui codificazione costituisce l’esito attuale di un lungo divenire storico, geografico, culturale e forse anche politico.
Con gli asterismi il procedimento e’ inverso: esistono degli oggetti reali (gli oggetti celesti) che noi, arbitrariamente, colleghiamo tra di loro con linee immaginarie tracciate nella nera lavagna del cielo (come nel gioco della Settimana Enigmistica “unisci i puntini”) e da quel momento in poi scateniamo da secoli e secoli la nostra libera e sfrenata immaginazione, forse anche prima della invenzione della scrittura.
Il metodo proposto nel corso di Astronomia visiva dal Prof.Franco Piperno (gia’ incontrato in altri mondi) e’ quello da me spesso seguito in tante notti estive di osservazione e contemplazione del cielo stellato, inquinamento luminoso permettendo. Con l’ausilio di un puntatore laser verde si individuano le costellazioni, si recitano i nomi delle stelle che le compongono (quasi tutti di origine araba) e si narrano le storie che i Poeti nel corso del tempo hanno immaginato per la meraviglia degli attoniti e sconcertati spettatori dell’infinito universo notturno.
Dice il Prof.Franco Piperno: “…la lingua scritta che adoperiamo quando rintracciamo nel cielo le costellazioni non e’ quella che ha effettuato il salto d’astrazione divenendo lingua alfabetica, ma piuttosto e’ quella dei geroglifici, quella modulata dalla vista e non dall’orecchio”.
La costellazione di Orione diventa il cacciatore con il suo arco, le frecce e la celebre cintura con infilzato il pugnale (la meravigliosa Nebulosa di Orione generatrice di stelle). La costellazione del Cigno ci ricorda l’elegante volatile in cui si trasformò Zeus per conquistare la bellissima Leda, moglie del re di Sparta.
Lo spettacolo cosmico e’ però passeggero e fugace, ricordiamoci sempre che fra tre o quattro miliardi di anni in cielo potremmo vedere solo la nostra Galassia, triste solitaria y final.
La chiamano espansione accelerata dell’Universo …verso il Nulla.